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Giovanni Ludovico

Ispirato dai grandi produttori e dai vini che hanno tracciato la storia dell’enologia mondiale, Giovanni, intorno ai trent’anni, decide di trasformare il sogno di produrre vino in realtà, e di intraprendere gli studi di Viticoltura ed Enologia nella sua Bologna.

Originario di Sava, terra del Primitivo, decide di impegnarsi esclusivamente su questa varietà e in particolare sul biotipo storicamente presente nella zona. L’idea è quella di creare un grande rosso che, come caratteristica principale, deve avere grande eleganza e massima longevità; un vino che racconti al meglio l’identità del suo territorio, un vino in grado di emozionare.

Nasce così il “Primitivo Vecchie Vigne 2019”, che entra in commercio nel Novembre del 2021.
Vigneti vecchi quindi, ad Alberello, con rese bassissime, che Giovanni protegge e valorizza attraverso un’agricoltura tradizionale, sostenibile e consapevole, limitando al minimo le lavorazioni del suolo, ed escludendo totalmente i prodotti di sintesi.

Una viticoltura che mira alla salvaguardia dei microorganismi e degli insetti utili, al mantenimento della biodiversità dei suoli e all’integrità dell’ecosistema, un’agricoltura, che riporta al passato mantenendone viva la storia, e che guarda al futuro.

Per Giovanni il vino è arte, poesia, il vino è emozione.

Le “note” quindi stanno agli elementi che contribuiscono alla produzione del vino, (la vite, le uve, la vinificazione ecc), che sono uguali per tutti, come le note per i musicisti, mentre la musica sta a ciò che sta tra di esse, lo “spazio” appunto, e cioè (l’interpretazione che ne dà l’uomo, il suo intervento nei processi, la sua idea, la sua visione, la sua sensibilità, il suo stile) è questo che crea il vino, è questo che crea la musica, e che rifletterà l’anima di chi l’ha prodotta.

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A Mano Wine

“A Mano” produce vini eccellenti usando soltanto uve autoctone Pugliesi.
Propone uno stile contemporaneo nel massimo rispetto del territorio.
L’ azienda è composta da Mark, un winemaker californiano ed Elvezia, friulana.
Nel 1998 Mark propose ad Elvezia di visitare la Puglia per vedere i vecchi vigneti di Primitivo perché, secondo alcuni studi dell’Università di Davis in California, il Primitivo e il Zinfandel Californiano sono geneticamente identici.
Mark ed Elvezia sentirono subito una forte attrazione per questa Regione, tanto da traferirsi definitivamente in Puglia.
Perché A Mano?
“A Mano” perché si sentono artigiani: curano ogni dettaglio, dalla vigna alla bottiglia, con passione e dedizione.

 

Pietracupa

Azienda Vinicola Pietracupa

Che l’Irpinia potesse regalare vini freschi, ricchi e profumati, era cosa nota da molto tempo, ma che potessero scaturire interpretazioni di eccezionale complessità, longeve, autenticamente minerali ce lo ha fatto scoprire la cantina Pietracupa. Questo merito, da condividere con poche altre cantine della zona, va sicuramente a Sabino Loffredo, uomo dalla personalità dirompente, che ha sempre cercato il confronto con i più grandi vini bianchi mondiali.

La storia di Pietracupa comincia all’inizio degli anni Settanta, quando Peppino Loffredo rileva una proprietà sulla collina di Montefredano, vicino ad Avellino. Un ritorno alla campagna, il suo, fatto per il gusto di produrre un Fiano per sé e per i propri amici più cari. Tutto cambia, però, nel 1999, quando il figlio Sabino entra in azienda dopo aver lavorato sulle navi in giro per il mondo. Nasce così il progetto Pietracupa: dall’incredibile voglia di Sabino di misurarsi professionalmente con il mondo del vino, in grande fermento in quegli anni. Oggi, a distanza di tredici anni, possiamo affermare che la piccola cantina ne ha fatta molta di strada, affermandosi nel panorama campano in maniera decisa e chiara.

 

La cantina Pietracupa è ora condotta da Carmine Valentino, grande interprete di vini bianchi campani e di un grande Taurasi. Il Fiano è coltivato attorno alla casa-cantina, su circa un ettaro e mezzo di suolo argilloso-calcareo; il Greco viene prodotto dai vigneti in affitto nella vicina Santa Paolina, una zona di grande vocazione vinicola capace di dare vita a vini di alta levatura.

 

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Cantine Carpentiere

Sulle soleggiate colline intorno al maniero Federiciano di Castel del Monte sorgono i vigneti di Cantine Carpentiere. Dove l’imperatore Federico II cacciava con i suoi falchi, oggi coltiviamo con passione una terra generosa che produce uve sane e ricche da cui, nel rispetto delle tradizioni, nascono vini finissimi pieni di gusto e forti di carattere. Siamo vignaioli e in quanto tali difendiamo il nostro terroir coltivando la nostra vigna, raccogliendo  la nostra uva  e vinificandola, imbottigliando  il nostro vino nella nostra cantina.

Le vigne coltivate a spalliera o ad alberello, su terreni calcarei e ciottolosi, custodiscono il meglio delle varietà autoctone del sud Italia e dei più rinomati vitigni internazionali: Nero di Troia, Bombino Nero, Merlot e Cabernet Sauvignon. Le caratteristiche carsiche dei terreni conferiscono freschezza e mineralita’ ai nostri vini mentre il microclima fatto di forti escursioni termiche tra il giorno e la notte permette di preservare la componente acida delle uve che dona ai vini  equilibrio, struttura e capacita’ di invecchiamento.

 

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Produttori di Manduria

Iniziò così la grande capacità di inserimento del Primitivo nei mercati dell’Italia e del Mondo, quando nel 1932 a Manduria, fu fondato il Consorzio Produttori Vini. Il disegno di un progetto rivelatosi importante: la concentrazione delle uve di quelle terre in una struttura efficiente e adeguata per la vinificazione e commercializzazione.

Francisco J. Aita – Bibenda

La sua uva è impiegata esclusivamente per la trasformazione enologica. La vinificazione in purezza consente l’ottenimento di vino superiore, di elevata gradazione alcolica, con colore dal rosso rubino intenso al rosso violaceo, equilibrato, caldo, di ampio volume, persistente, ben strutturato per la presenza di tannini nobili armonizzati con il corpo. Il vino presenta aroma particolare con profumi di confettura di prugna, delicati sentori di frutti rossi, leggera nota speziata orientale, tenue sottofondo di fieno e tabacco. La colorazione e l’aroma sono esaltati se le viti sono coltivate in collina; l’alcolicità aumenta se coltivate in pianura. Il vino migliora le sue caratteristiche se sottoposto ad invecchiamento. Prodotti di maggiore finezza sono ottenibili refrigerando le uve subito dopo la raccolta.

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Gaja Distribuzione

Gaja Distribuzione, azienda d’importazione e distribuzione, venne fondata nel 1977 dalla Famiglia Gaja per proporre al mercato italiano una selezione di vini ed accessori per il settore eno-gastronomico provenienti da altri Paesi.
La gamma di Gaja Distribuzione è oggi composta da:

 

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Gaja

Cantina che non ha bisogno di presentazioni, tale è la sua storia e la sua fama, quella di Angelo Gaja è una griffe che ormai da decenni rappresenta il meglio non solo dei vini piemontesi, ma di tutto il Made in Italy se si parla di vino.
Angelo, insieme al costante supporto della moglie Lucia e dei figli Gaia, Rossana e Giovanni, è riuscito ad affermare l’azienda vinicola Gaja in tutto il mondo, grazie a un impegno e a una visione che hanno letteralmente plasmato non solo i vini Barbaresco e Nebbiolo, ma tutto il mercato enologico degli ultimi decenni. Nella cantina Gaja, situata nel centro storico del paese di Barbaresco, nascono vini che sono diventati di culto per ogni appassionato.

 

 

 

Vini rossi e bianchi che dimostrano una classe sopraffina e una longevità unica. Vini che sanno coniugare tradizione e modernità come probabilmente nessun altro, e che al calice svelano tutta quella che è la loro naturale eleganza.
Con più di 92 ettari vitati di proprietà gestiti nel pieno rispetto della natura e dell’ecosistema, l’azienda ha una produzione media di circa 350mila bottiglie all’anno, non solo rossi dalla forte personalità, ma anche vini bianchi d’eccellenza. Grazie a una gestione familiare e coesa dell’azienda – tutta la famiglia, infatti, è coinvolta nella filiera – i vini Gaja sono diventati un vero mito: basti pensare che il Barbaresco Gaja del 1985 è stato definito da Wine Spectator come il miglior vino mai prodotto in Italia.
I vini Gaja hanno uno stile unico e inconfondibile, e la fama della cantina Gaja, a partire dalla metà degli anni Novanta, si estende dal Piemonte alla Toscana, grazie anche all’ambizioso progetto Ca’ Marcanda: qui nascono vini di taglio bordolese, come il “Promis”, il “Magari” e il “Camarcanda”, caratterizzati da una personalità paragonabile ai più grandi Barbaresco.

 

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